DromosFestival

COMUNICATO STAMPA 02.08.2017

02.08.2017

Domani a Villa Verde, nel bosco di Mitza Margiani alle 21.30 è di scena il gruppo della repubblica di Tuva Huun-Huur-Tu.

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Prosegue il diciannovesimo festival Dromos con la sua una lunga serie itinerante di concerti in programma nell’Oristanese fino al 15 agosto.  Domani (giovedì 3 agosto) il palcoscenico naturale del bosco di lecci di Mitza Margiani, nei pressi di Villa Verde, accoglie alle 21.30 gli Huun-Huur-Tu, ambasciatori nel mondo delle tradizioni musicali della repubblica di Tuva, nella Siberia centro meridionale. Una cultura, questa, dalla ricchezza sconfinata.

Il quartetto, formato da Kaigal-Ool Khovalyg, Radik Tyulyush, Alexey Saryglar e Sayan Bapa, presenta il suo repertorio di canzoni e di melodie antiche, caratterizzato da una peculiare tecnica di canto armonico, nella quale il cantante, sfruttando le risonanze che si creano nel tratto tra le corde vocali e la bocca, emette contemporaneamente la nota e l’armonico relativo (detto anche ipertono). Questo stile (in inglese throat singing) permette lo sviluppo di un universo del suono unico e coinvolgente, ricco di armonici sopra e sotto la frequenza fondamentale. Altro tratto peculiare del gruppo è l’utilizzo di strumenti tradizionali come l'igil, il byzaanchi, il khommuz (uno scacciapensieri), il doshpuluur e il tuyug (zoccoli di cavallo).

Fondati nel 1992 da Sasha Bapa, da suo fratello Sayan, e altri due musicisti, Kaigal-Ool Khovalyg e Albert Kuvezin, con l’intento di concentrarsi su “canzoni vecchie e dimenticate”, gli Huun-Huur-Tu si sono dedicati all’apprendimento di canzoni e di melodie antiche, ma allo stesso tempo le loro performance trovano risonanza anche nel mondo contemporaneo. Il percuotere ripetuto di una corda contro legno e pelle si trasforma in un disegno meditativo che sembra venire direttamente dall’avanguardia. I discendenti di isolati pastori siberiani estraggono così una musica stranamente universale da alcuni dei fenomeni acustici più singolari di questo pianeta.

L’ingresso al concerto è gratuito. Presente una postazione di street food con panini gourmet.

Venerdì (4 agosto) il cammino di Dromos approda a Baratili San Pietro con il bassista e cantante camerunese Richard Bona, in concerto alle 21.30 nel parco comunale col suo progetto Mandekan Cubano, un ensemble afrocubano di sette elementi con cui intreccia le radici musicali comuni che legano tra loro tradizioni differenti. Ingresso a 10 euro più diritti di prevendita.

Evento collaterale alla serata gli "Assaggi di vernaccia" a cura dello Chef Roberto Serra del Ristorante Su Carduleu di Abbasanta, con piatti della tradizione a base di vernaccia invecchiata. Prenotazioni ai numeri  3292248223, 3317481704 e 3281152557.

Mentre la lunga serie di concerti del festival attraversa undici centri dell’Oristanese fino al 15 agosto, il capoluogo Oristano ospita le mostre che si sono aperte nei giorni scorsi sul tema di questa edizione di Dromos: “Prigioni” . Prigioni mentali che prendono la forma di tortuosi labirinti apparentemente seducenti, nei quali ci si perde e dai quali difficilmente si riesce a venirne fuori se non dopo un lungo percorso, spesso doloroso, di autoanalisi, presa di coscienza dei propri limiti e delle proprie paure.

Tre le mostre allestite nella città di Eleonora. Due, a cura di Ivo Serafino Fenu e Chiara Schirru in collaborazione con AskosArte, sono aperte al pubblico fino al primo ottobre: l’Hotel Mistral 2 ospita "Identity bodies", una selezione di opere di Angelo Cricchi, Davide Curreli, Daria Endresen, Juha Arvid Helminem, Daniela e Francesca Manca, Moju Manuli, Tonino Mattu, Michele Mereu, Pietrolio, Egle Picozzi, Alessandra Sayed, Pietro Sedda; alla Pinacoteca comunale Carlo Contini si può invece visitare "The Brig": coprodotta dal Comune di Oristano – Assessorato alla Cultura, col contributo della Fondazione di Sardegna, presenta opere di importanti artisti del panorama internazionale, nazionale e sardo:  Romina Bassu, Filippo Berta, Leonardo Boscani, Giusy Calia, Angelo Cricchi, Gianni De Val, Daniele Duo’, Daria Endresen, Elisabetta Falqui, l’autore della fotografia scelta come immagine del manifesto del festival, Juha Arvid Helminem, Daniela e Francesca Manca, Tonino Mattu, Michele Mereu, Gianni Nieddu, Sabrina Oppo, Quartierino Blatta (Paola Porcu e Tania Zoccheddu), Ivan Pes, Egle Picozzi, Claudia Spina.

Il terzo allestimento è la mostra fotografica "Infiniti invisibili, prodotta in collaborazione con il Centro per l'Autonomia Servizio del PLUS Distretto di Oristano, ASL e Coop. Soc. CTR Onlus: quattordici scatti del fotografo Pierluigi Colombini, in mostra al Centro di Salute Mentale (presso Ospedale Vecchio, piazzale San Martino) fino al 31 settembre.

Ogni serata del festival è introdotta dall'attore, poeta e scrittore Alessandro Melis, con la lettura di testi di vari autori, tratti da epistolari o comunque attinenti al tema di questa edizione.

La diciannovesima edizione del festival Dromos è organizzata dall'omonima associazione culturale di base a Oristano con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato allo Spettacolo e Attività Culturali e Assessorato al Turismo), della Fondazione di Sardegna, del Banco di Sardegna, dei Comuni di Oristano, Mogoro, Baratili San Pietro, Bauladu, Cabras, Morgongiori, Neoneli, Nughedu Santa Vittoria, Nureci, San Vero Milis, Ula Tirso e Villa Verde, dell'Unione dei comuni del Barigadu, della Cantina Contini di Cabras, e in collaborazione con l'associazione di promozione sociale Mariposas de Sardinia, ViaggieMiraggi ONLUS, Tiamat Viaggi, Curia Arcivescovile di Oristano, associazione Askosarte, Rete Sinis, Pinacoteca comunale Carlo Contini di Oristano, Hotel Mistral 2 di Oristano, Centro di Salute Mentale di Oristano e Biblioteca Comunale di Oristano.

Per informazioni, la segreteria di Dromos risponde al numero di telefono 0783 31 04 90 e all'indirizzo di posta elettronica dromos@dromosfestival.it. Aggiornamenti e altre informazioni nel sito www.dromosfestival.it e alla pagina facebook del festival facebook.com/dromosfestivalsardegna.

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DROMOS 
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