DromosFestival

Di madre in madre

Anna Marceddu

Matriarcato e Matrilinearità in Sardegna

Sono bellissime, queste donne di pietra e di carne. Scolpiti da mani antiche o dallo stratificarsi degli anni, i volti ritratti da Anna Marceddu tessono un filo che va “di Madre in Madre”. Ci sono Veneri e Dee, tra i simulacri dalle fattezze arrotondate o stilizzate in linee di sintesi perfetta, e a loro si legano le matriarche che hanno posato, con qualche ritegno, per la fotografa che chiedeva delle loro vite laboriose. Si è messa in ascolto, Anna Marceddu, e ha raccolto storie, sorrisi e malinconie. Nei suoi scatti, gli scialli neri e le crocchie bianche fermate dalle forcine, la signora con la stola di pelliccia, la desulese in costume, le artiste sullo sfondo delle loro opere. Appartengono alla stessa razza, le protagoniste di un reportage che azzera i millenni e accosta le immagini di figure femminili millenarie a quelle, più familiari ma non meno potenti, delle loro discendenti. «Io amo il loro lungo passo leggero», scrisse Giuseppe Dessì. Ammirato, anche lui, della loro delicatezza e potenza.
Alessandra Menesini

info

A cura di: Ivo Serafino Fenu
Prodotta in collaborazione con: Pinacoteca Comunale Carlo Contini
Artista: Anna Marceddu

Inaugurazione mostra: 01 agosto 2016 – ore 19.30
Luogo: Pinacoteca Comunale Carlo Contini – via Sant’Antonio – Oristano
Date: 01 agosto > 02 ottobre 2016
Orari: lun > dom 10.00/13.00 – 17.00/20.30

Risorse

Condividi su: